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La Roulette a Casablanca

Una storia d’amore, di libertà e di roulette

Una delle giocate più celebri (benché romanzata) della storia della roulette ha avuto luogo nel “Rick’s Cafè Americain” a Casablanca, in Marocco, nel 1942. Per una giovane coppia di sposi fortunati, il gioco della roulette ha rappresentato l’anticamera della libertà. Ci riferiamo, naturalmente, all’eccezionale scena presente nel film divenuto oramai un classico: Casablanca.

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Gli antefatti

Per molti profughi esuli da un’ Europa oppressa dall’occupazione nazista, Casablanca costituiva una tappa fondamentale del loro viaggio verso Lisbona, in Portogallo, e da lì in America. Per raggiungere Lisbona da Casablanca, tuttavia, era necessario possedere un visto di uscita che non era facile da ottenere.

Un modo per averlo era quello di acquistarne uno al mercato nero; un altro, un escamotage riservato però soltanto alle giovani donne attraenti, implicava l’avere un rapporto sessuale con il capo della polizia, il lascivo e corrotto Capitano Renault.

Il Rick’s Cafè Americain era uno dei locali notturni più famosi di Casablanca. A Rick, impersonato dall’inimitabile Humphrey Bogart, piaceva farsi passare per un uomo duro, cinico ed insensibile che “non abbassava la testa davanti a nessuno”. Il retro del Rick’s Cafè Americain ospitava una bisca clandestina nella quale si trovava una roulette.

La disperazione degli esuli

Nel Cafè, Rick viene avvicinato da Annina, una giovane donna di belle speranze in cerca di aiuti e consigli. Annina spiega all’uomo che lei e suo marito Jan, sposati da sole otto settimane, sono in fuga dalla nativa Bulgaria, un luogo dove “il diavolo tiene le persone per la collottola”. Gli rivela altresì che stanno cercando disperatamente di raggiungere l’America, ma che non possono permettersi di comprare i visti di uscita. Accenna inoltre al fatto che il marito sta provando a vincere dei soldi al tavolo della roulette, ma continua a perdere.

A mezzo di velate ed indirette allusioni, Rick suggerisce alla donna di prendere in considerazione l’ipotesi di concedersi al Capitano Renault così da avere, in cambio, il visto di uscita. La donna, tuttavia, replica: “Ma signore, voi siete un uomo. Se qualcuno vi amasse a tal punto che farebbe di tutto pur di rendervi felice, ma per farlo dovrebbe compiere un gesto ignobile, voi riuscireste a perdonarla?”

Rick, laconicamente, risponde: “Nessuno mi ha mai amato così tanto”. In modo del tutto cinico egli consiglia quindi alla donna di tornare in Bulgaria e, ostentando un apparente cuore di pietra, termina la conversazione in questo modo: “Ognuno a Casablanca ha dei problemi. I vostri si possono risolvere. Con permesso”.

Il gioco della roulette

A questo punto, Rick entra nella sala d’azzardo posta nel retro del Cafè e trova Jan seduto al tavolo della roulette, con le ultime tre fiches rimaste e un’espressione affranta. Rick si posiziona dietro Jan e gli chiede: “Hai provato a puntare sul 22, stanotte?” Poi, alzando un poco la voce, affinché il croupier lo senta, dichiara: “Ho detto il 22”. Jan punta le sue ultime tre fiches sul 22, il croupier fa girare la ruota della roulette ed ecco che il 22 vince.

Dopo che il croupier impila una serie di fiches sul 22, Rick intima a Jan di lasciarle lì. L’assistente di sala fa girare la ruota un’altra volta e, meraviglia delle meraviglie, il 22 vince ancora. Il croupier ammucchia un’altra enorme pila di fiches sul 22, ma ora Rick sibila a Jan: “Incassali e non tornare più”.

“Un uomo fortunato”

Appare del tutto evidente a chiunque si trovi nella sala, che Rick deve aver truccato il gioco della roulette per permettere ad Anna e Jan di racimolare il denaro necessario a comprare i visti di uscita. Rick, tuttavia, non ne vuole sapere nulla e simula ancora un’aria da uomo duro e impassibile. Quando Annina prova a ringraziarlo, infatti, la liquida commentando: “E’ solo un uomo fortunato”.

Naturalmente, Rick intendeva dire che Jan è stato fortunato a vincere alla roulette. Ma forse sottintendeva anche al fatto che l’uomo fosse davvero fortunato ad avere una compagna come Annina, così tanto innamorata di lui. L’ambiguità costituisce una delle attrattive maggiori del film Casablanca.

“Un atto d’amore”

L’unico perdente di tutta la storia (oltre allo stesso Rick, che in fin dei conti ha dato via una grande quantità di denaro suo) è il Capitano Renault, al quale è stata tolta in questo modo la possibilità di avere un incontro amoroso con Annina. L’uomo accusa Rick di essere “un lurido sentimentalista” e gli domanda: “Si può sapere perchè ti sei messo in mezzo alla mia tresca?”

Rick dichiara: “Consideralo un atto d’amore”.
Possiamo dunque constatare come il grandioso gioco della roulette abbia dato ad una giovane coppia l’opportunità di fuggire dalla tirannia e di iniziare una nuova vita all’insegna dell’amore e della libertà.


 

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